Categoria: Spazi & Natura

  • Iosonopippo le foto delle situazioni comuni

    Iosonopippo le foto delle situazioni comuni

    Iosonopippo le foto delle situazioni comuni in una mostra del Fuorisalone ambientazioni di corpi-arredo

    Milano, Italia.
    Il Salone del Mobile di Milano di Aprile è stato l’occasione per una mostra fotografica degli scatti di Giuseppe Palmisano, alias Iosonopippo. L’artista pugliese non è solo fotografo, ma anche scrittore, attore e nel suo curriculum c’è tanto teatro. Questo mix esperienziale lascia un’impronta riconoscibile nei suoi scatti che risultano vere e proprie “rappresentazioni” 

    Palmisano ha stravolto  punti di vista stereotipati i suoi ritratti colgono pose plastiche, corpi che si comportano un po’ come fanno i mobili cioè sono statici inespressivi perché spesso privi di volto oltre che di azione o vibrazione. Nelle immagini i corpi si fondono negli ambienti, belli”.

    Corpi attraenti e seducenti

    Palmisano fotografa un corpo che, benchè nudo, non pretende di essere attraente o seducente perché non gioca un ruolo espressivo; piuttosto è nudo perché spogliato di volontà propria, spersonalizzato per essere considerato un individuo universale come un manichino, un corpo vestito solo da un collant colorato come fosse in divisa.

    E’ il contesto, invece a parlare, che rende interattiva l’immagine, non è la immagine che provoca, che comunica. Ed è il contesto che esprime una situazione comune di persone comuni e, per questo, ciascuno riesce a immedesimarsi nella foto che vede. Si presenta un soggetto, anche nudo o parzialmente spoglio, diventa per questo puramente emblematico. Le immagini, quindi, sembrano raccontare un epilogo, che presuppone avvenimenti precedenti, la conclusione di una storia.

    Giuseppe Palmisano

    Unire più linguaggi negli scatti

    Nelle sue realizzazioni, il fotografo quasi sempre inserisce un elemento nascosto, magari un volto coperto che, immerso tra complementi d’arredo, fra essi si oggettivizza. Con questo metodo l’artista coglie fatiche senza volto, universali. Così il ruolo degli interni che fanno da sfondo è essenzialmente pratico. I corpi-arredo sono collocati realmente nelle proprie abitazioni.

    Fotografo, regista e coreografo Giuseppe Palmisano traduce i corpi in mere forme immedesimate nei propri spazi, colti nell’intimo ma non in modo invasivo. Chi guarda attiva la propria energia di completamento, entrando psicologicamente in rapporto con la foto. L’osservatore si immagina all’interno della situazione, al posto di quel corpo senza volto, e lo anima.

    L’osservatore dunque mette in pratica una sorta di “ginnastica dell’arte”, come l’avrebbe definita lo psichiatra Eric Kandel. Si può individuare comunque una narrativa plurima nella foto, non un’espressione univoca, un messaggio comunicato chiaramente. Iosonopippo unisce più linguaggi nello scatto. Tutto ciò dimostra che la fotografica non è da ritenere un’arte minore, anzi la foto comunica attraverso la luce, il fotografo è partecipe e parla anche di se stesso. 

    Photo courtesy of Le Palette Ufficio Stampa

  • Nostalgia Futuro: il progetto di Remigio e Ascari alla Milano Design Week 2024

    Nostalgia Futuro: il progetto di Remigio e Ascari alla Milano Design Week 2024

    Il progetto Nostalgia Futuro, presentato alla Milano Design Week 2024, ad opera di Ascari e Remigio, si propone di scoprire una Milano che non è ma che avrebbe potuto essere. Un flusso narrativo che prende vita tra installazioni illustrate e arredi di design in un percorso immersivo, olfattivo e sonoro

    Milano, Italia.
    Presentato alla Milano Design Week dal 15 al 21 aprile 2024, il progetto nasce dalla collaborazione tra l’architetto Luca Remigio, fondatore dello studio di architettura Remigio Architects, e l’illustratore Jacopo Ascari, fondatore di Atelier Ascari. Nostalgia Futuro presenta una realtà urbanistica, quella di Milano, una città di progetti impossibili e visioni di alcuni dei più grandi maestri, progetti iconici e di grande pregio non ultimati, che aprono scenari futuri e futuribili. Un racconto illustrato che vede protagonisti un bambino che segue una carrozza ed entra in una città sospesa tra tristezza e speranza e una figura femminile dallo stile anni 50’ e un rouge à levre rosso che si svela appariscente e prende il volo. Nostalgia Futuro è monumentalità, condivisione, fiducia nel futuro. L’architettura si pone come antidoto alle ansie, come interpretazione euforica per il futuro.

    Nostalgia Futuro alla Milan Design Week

    Così Remigio Architects ricopre la sede del proprio studio di Via Plinio e Via Righi per dare vita a un monolite realizzato con pannelli di tessuto verticale e frame di alluminio di oltre 10 metri di altezza che si intervallano a ritmo costante per eliminare ogni bucatura dell’intero edificio e definire una tela bianca dalle varie sfaccettature su cui rendere maestosa l’illustrazione di Jacopo Ascari.
    Un incontro di visioni e di contaminazioni per vivere lo spazio dall’esterno piuttosto che dall’interno e, comunque con prospettive differenti. La tecnica dell’all over tipica del settore della moda viene applicata da Jacopo Ascari al campo del design espositivo di Remigio Architects e accompagna il visitatore alla scoperta di un’installazione realizzata con materiali sostenibili, concetto sempre presente in ogni progetto dello studio. L’alluminio è infatti riutilizzabile all’infinito, mentre il tessuto deriva dal riciclo delle bottiglie di plastica e viene stampato a sublimazione, cioè a base acqua, senza quindi l’utilizzo di solventi o agenti chimici.

    La mostra continua nel giardino interno dello studio di Remigio Architects, con la presenza di cinque figure femminili disegnate dall’illustratore che accolgono il visitatore all’interno. Sviluppate nei dettagli, sono realizzate in ferro tagliato a laser con successivi interventi di colore disegnati a mano per darne maggior risalto.

    La collezione Soixante-deux

    Nostalgia Futuro si sviluppa negli ambienti interni della sede, dove a prendere la scena è la collezione Soixante-deux (62 in francese) con tre elementi di arredo: una seduta, una libreria e una console. Il nome nasce dalla particolarità progettuale e dalle caratteristiche della collezione, con un’innovativa struttura modulare basata sul numero 62, ricorrente anche negli accessori e nei fregi. Composti da frame in alluminio, rivisitati in una chiave moderna e sofisticata, la nuova linea di arredi disegnata da Luca Remigio incontra i gusti del design Made in Italy di lusso. A questi frame verranno accostati materiali di pregio come il ferro o il legno massello, assi di rovere recuperati a cui viene data una seconda vita.

    La parte di illuminazione è affidata all’azienda Rimani, che con i suoi prodotti risalta i tre arredi. La seduta, dal nome Tête-à-tête, include una poltrona doppia e un pouf. La prima è una seduta a due posti, che si avvolge in un morbido abbraccio di design per due, invitando a un tête-à-tête intimo e confortevole. Le sue linee sinuose realizzate con un frame in alluminio riciclato di colore giallo metallizzato si intrecciano a delicate decorazioni e ad un piano d’appoggio in ferro, opera di un abile artigiano, creando un gioco di luci e ombre. Seduta e schienale, realizzati in gomma riciclata, offrono un comfort avvolgente e un tocco di sostenibilità. Il tessuto che ricopre la scocca ripropone la stampa delle illustrazioni realizzate da Jacopo Ascari. Il pouf, dalla forma ellittica, completa l’ensemble riprendendo materiali e cromie della seduta, realizzato con il frame in alluminio giallo metallizzato, perfetto per appoggiare i piedi o per creare un’originale chaise longue. La cura del dettaglio e l’uso di materiali industriali fanno di Tête-à-tête una poltrona moderna, capace di inserirsi in differenti ambiti progettuali e di rispondere a diverse esigenze di stile, raffinatezza e praticità.

    La libreria Librairie, si contraddistingue per le sue linee essenziali in alluminio color lilla antico che si fondono a delicati decori in ferro piegato, opera di un abile artigiano fabbro. La libreria si compone di tre ampie mensole realizzate in legno massello di rovere scuro, offrendo un solido appoggio, che ospitano tre scompartimenti in legno di rovere scuro creando un elegante gioco di pieni e vuoti, chiusi tramite ante impreziosite da maniglie modellate in ferro che riprendono nella loro forma il numero 62, il nome della collezione. Una piantana in alluminio, integrata nella struttura, completa il design con un lucente elemento di verticalità.

    Meuble è una console dall’eleganza senza tempo, che si presenta come un intreccio raffinato a “X” tra un frame in alluminio verniciato colore lilla scuro e un asse in legno massello scuro. Accanto, delle mensole in legno creano un gioco di texture e geometrie che non passa inosservato. I decori in ferro sui telai in alluminio aggiungono un tocco di artigianalità e originalità.

    I tre arredi, collocati in aree separate, sono presentati all’interno di white box che avvolgono ciascun elemento per collocarlo nel proprio ambiente domestico, andando a comporre una realtà abitativa completa, resa visibile grazie ai disegni di Jacopo Ascari rappresentati su una o più quinte, in cui le figure femminili fanno da filo conduttore con le installazioni esterne. La seduta crea l’ambiente del salotto con un camino, decorato con un quadro, uno specchio e una lampada; la console viene valorizzata in un tipico frame di casa sotto una finestra a tenda; mentre la libreria è avvolta da due quinte su cui sono proiettati i disegni di una boiserie e una lampada fuori scala, per creare movimento nello spazio.

    Percorso esperienziale e multisensoriale

    Nostalgia Futuro è un percorso esperienziale e multisensoriale, che stimola visivamente e al tatto per l’estetica materica del concept, ma anche l’olfatto grazie alla collaborazione con Moellhausen, azienda che realizza fragranze per grandi marchi, e Aromatic of Mr. Abdulrahman Bin Abdulaziz Bin Shabeeb, azienda saudita i cui diffusori di fragranze sono presenti nella maggior parte degli alberghi nel mondo e che per l’occasione fornisce due impianti per diffondere le fragranze all’interno e un impianto all’esterno dello studio di Remigio Architects.

    About Remigio Architects

    Personalizzazione, esclusività e contemporaneità. Progetti realizzati su misura, che esprimano unicità e raccontino una storia. È da questi principi che parte la progettazione e la realizzazione dei lavori di Remigio Architects, rinomato studio di architettura, che si è affermato nel settore grazie
    al suo approccio innovativo e alla sua creatività. Fondato dall’architetto Luca Remigio, lo studio Remigio Architects è composto da un team di architetti, creativi e designers. Il fondatore, Luca Remigio, è specializzato in architettura dell’esporre, architettura temporary e commerciale. La sua
    vita si divide tra Milano e Mosca, città principali in cui vive e lavora, ma i suoi progetti e la sua attività fanno il giro del mondo, dagli Stati Uniti all’Estremo Oriente. Sempre in movimento, l’architetto si lascia ispirare e travolgere da ciò che lo circonda, lasciando che la curiosità guidi i suoi viaggi, alla scoperta di nuovi stili, tecniche e specificità culturali.
    Diversità che diventano il concept base dei suoi progetti di design, realizzati sempre con l’obiettivo di suscitare e trasmettere emozioni.
    Per tutte le informazioni, consultare www.remigioarchitects.it

    About Jacopo Ascari

    Jacopo Ascari nasce a Modena nel 1993. Cresciuto in un ambiente creativo e stimolante, inizia a lavorare come illustratore freelance appena maggiorenne. Innamorato da sempre dell’architettura e della città, nel 2018 consegue la Architettura e Urbanistica presso il Politecnico di Milano.
    Dapprima svolge alcuni anni di formazione nel mondo dell’Arte Contemporanea e dietro le quinte delle grandi mostre internazionali presso la Biennale di Venezia. Nel 2020 Jacopo fonda Atelier Ascari, studio di illustrazione a Milano. L’Atelier vanta innumerevoli pubblicazioni e collaborazioni,
    con focus specifico nei settori Moda, Lusso, Architettura, Design e Istituzioni. Al centro del suo lavoro un’attenzione specifica al tema della rappresentazione della città, dell’architettura, del progetto di Moda e della Bellezza, sempre orgogliosamente “massimalista” e barocco.
    Per tutte le informazioni, consultare www.atelierascari.it

    INFO
    Per informazioni e dettagli, consultare www.ogscommunication.com

    Photo courtesy of Ufficio Stampa e PR di Remigio Architects

  • Cinque consigli per viaggiare a Bruxelles durante i Ponti di Primavera

    Cinque consigli per viaggiare a Bruxelles durante i Ponti di Primavera

    Bruxelles, capitale multiculturale e ricca di arte, è sinonimo di un’esperienza urbana sorprendente, ma abbraccia anche tesori naturali e tradizioni che, con brevi spostamenti dal centro storico, aggiungono un tocco di unicità e autenticità al viaggio. Soprattutto in queste settimane tra fine aprile e inizio maggio

    Bruxelles, Belgio.

    Serre Reali di Laeken

    Queste magnifiche strutture, costruite nel 1873 dall’architetto Alphonse Balat, aprono quest’anno le loro porte al pubblico dal 26 aprile al 20 maggio e invitano i visitatori a immergersi in un mondo di eleganza, storia e botanica. Le serre sono progettate come la silhouette di una città di vetro incastonata nel paesaggio ondulato del parco circostante e racchiudono un patrimonio di piante esotiche che nelle giornate di apertura sono all’apice della magnificenza.

    Giardino Botanico di Meise 


    Tornato a nuova vita nel 2022, il Giardino Botanico di Meise, alla periferia nord di Bruxelles, rappresenta una vera e propria oasi verde di 92 ettari e oltre 20.000 specie diverse di piante e fiori. I visitatori possono perdersi nei giardini, seguire i percorsi suggeriti dalle passeggiate stagionali, immergersi in un mondo di biodiversità nel Palazzo delle Piante, o ancora visitare il castello di Bouchout. I veri audaci potranno anche togliersi le scarpe e scoprire il sentiero percorribile a piedi nudi.

    Hallerbos – Foresta di Halle 


    Nella periferia meridionale di Bruxelles, la Foresta di Halle si risveglia in primavera con un’esplosione di colori, grazie ai milioni di giacinti di bosco che dipingono il paesaggio di sfumature blu e viola. Uno spettacolo naturale da non perdere, che incanta gli occhi di chiunque lo incontri ogni anno. Ovviamente da vivere nel pieno rispetto del luogo.

    Pajottenland 


    Alle porte di Bruxelles, questa zona collinare di bruegueliana memoria torna ad ospitare quest’anno il Toer de Geuze (4 e 5 maggio): evento biennale, è dedicato alle birre lambic e geuze, a fermentazione spontanea, specialità delle regioni del Pajottenland e della Valle della Zenne. Un’occasione imperdibile per visitare i birrifici, incontrare i mastri birrai, degustare a chilometro zero e scoprire i segreti dietro queste prelibatezze locali. 
    Tour in bus disponibili dalla stazione ferroviaria di Halle, prenotazione obbligatoria dal sito.

    Itinerario ciclabile

    Tutte queste meraviglie sono raggiungibili dal centro di Bruxelles con la rete del trasporto pubblico locale e naturalmente anche su due ruote. L’itinerario ciclabile della lambic e della geuze, in particolare, si articola per circa 40 km nella splendida campagna del Pajottenland e della valle della Zenne, passando per la foresta di Halle, offrendo un’esperienza immersiva nel paesaggio e nei sapori fiamminghi.

    INFO
    Informazioni sulle Serre Reali di Laeken: link  
    Informazioni sul Giardino Botanico di Meise: link  
    Informazioni sulla Foresta di Halle: link  
    Informazioni sul Toer de Geuze: link  
    Informazioni sull’itinerario ciclabile di lambic e geuze: link  

    Foto dall’alto Olivier Polet. Plantentuin Meise

  • 60. Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia: “Due qui / To Hear”, il progetto espositivo per il Padiglione Italia

    60. Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia: “Due qui / To Hear”, il progetto espositivo per il Padiglione Italia

    Inaugurato all’Arsenale di Venezia “Due Qui/To Hear”, il progetto espositivo per il Padiglione Italia alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (20 aprile – 24 novembre 2024), promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Presenti il curatore Luca Cerizza, l’artista espositore, Massimo Bartolini, il presidente di Biennale Pierangelo Buttafuoco, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il direttore generale creatività del MiC Angelo Piero Cappello e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

    Venezia, Italia.
    Si intitola Due qui / To Hear il progetto espositivo per il Padiglione Italia alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (20 aprile – 24 novembre 2024), promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. A cura di Luca Cerizza (con l’assistenza di Francesca Verga), il progetto ha il suo nucleo centrale in una grande installazione sonora e ambientale dell’artista Massimo Bartolini, che torna alla Biennale dopo la partecipazione al Padiglione Italia alla Biennale Arte 2013.

    In un’attenta relazione con il contesto espositivo, Due qui / To Hear propone un itinerario attraverso tutti gli spazi del Padiglione Italia, incluso il giardino di pertinenza, in cui l’alternarsi di vuoti e pieni, di movimenti e soste, conduce a incontri inaspettati con opere e installazioni di natura sonora e performativa.

    Partendo dalla traduzione apparentemente sbagliata, “Two here” (due qui) e “To hear” (sentire/udire), il titolo del progetto suggerisce già come l’ascoltare, il “tendere l’orecchio”, sia una forma di azione verso l’altro. Incontro e ascolto, relazione e suono sono, d’altronde, elementi indissolubili nella pratica ultratrentennale di Bartolini. In Due qui / To Hear il paradigma acustico va letto, quindi, sia come esperienza fisica che come metafora e invito all’attenzione, all’apertura verso l’altro.

    Il progetto per il Padiglione Italia dialoga in questo senso con il tema della 60.

    Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Stranieri Ovunque / Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa, proponendo un’ulteriore declinazione per la quale il non essere straniero deve iniziare con il non essere stranieri a se stessi. “Ascoltare se stessi” è dunque cruciale per comprendere la posizione dell’individuo nel mondo e nella serie di relazioni che stabilisce all’interno della società.

    Questa attitudine all’ascolto di se stessi e dell’altro è evidente anche nel dialogo che il progetto instaura tra forme e stilemi della tradizione culturale italiana (il giardino e la musica barocca), se non veneziana (la musica antifonale e la tradizione organistica), con quelli di altre culture e latitudini (l’arte e la spiritualità buddhista), tra una rappresentanza nazionale e la partecipazione al progetto di Massimo Bartolini di musicisti e scrittori stranieri.

    Due qui / To Hear è, infatti, il risultato più complesso e ambizioso di una pratica collaborativa usata con frequenza attraverso gli anni dall’artista. In un lungo processo di dialogo e scambio, curatore e artista hanno definito una rete di relazioni, che danno vita a un lavoro collettivo in cui vengono coinvolti artisti di diverse discipline e provenienze geografiche.

    Le giovani compositrici Caterina Barbieri e Kali Malone e uno dei musicisti più importanti della musica sperimentale degli ultimi cinquant’anni, Gavin Bryars (insieme al figlio Yuri Bryars), hanno contribuito alle opere sonore di Bartolini, mentre la scrittrice e illustratrice per l’infanzia Nicoletta Costa e il romanziere e poeta Tiziano Scarpa sono stati invitati a concepire nuovi testi per l’occasione, per diventare parte del Public Program.

     Due qui / To Hear. Un itinerario tripartito

    Componendosi di opere scultoree, installative, sonore e performative, Due qui / To Hear propone un itinerario molteplice e multisensoriale. L’intervento, nato da un rispettoso dialogo con gli spazi del Padiglione – ai quali non è stata apportata nessuna aggiunta strutturale né alcuna forma di “display” – si presenta come un itinerario tripartito che si sviluppa in due direzioni equivalenti e invita lo spettatore a muoversi liberamente all’interno degli ambienti.

    Nella Tesa 2, per esempio, si viene accolti dalla statua in bronzo di un Pensive Bodhisattva, figura iconografica dell’arte buddhista che rappresenta un uomo che, raggiunta l’illuminazione, vi rinuncia volontariamente per indicare la via agli altri uomini, abbracciando l’inazione. Questa statua è posta emblematicamente all’inizio di una lunga colonna poggiata a terra, linea di demarcazione che, dietro la fattezza architettonica, mostra la sua vera natura di canna d’organo producendo un suono prolungato. Il tempo sospeso introdotto dal Bodhisattva è quindi rafforzato da questa bassa vibrazione che suggerisce un tempo circolare.

    Il disegno di un immaginario giardino barocco all’italiana

    Il percorso si sviluppa anche per tutta la Tesa 1, attraverso una complessa struttura di natura labirintica costruita con materiali per ponteggi, il risultato di un sofisticato lavoro ingegneristico e musicale che rimanda alle macchine sonore barocche. La pianta di questo spazio attraversabile rievoca il disegno di un immaginario giardino barocco all’italiana.

    Un po’ come la fontana di questo giardino stilizzato, il centro dello spazio è occupato da una scultura circolare dal rigore minimalista (Conveyance, 2024). Quella che si presenta come una seduta intorno alla quale è possibile sostare e incontrarsi, è anche il punto dove poter contemplare i moti di un’onda conica. È questa oasi silente – cuore pulsante dell’intero progetto – che garantisce il miglior punto per ascoltare la composizione scritta per l’occasione da due musiciste tra le più riconosciute in ambito elettronico e sperimentale: Caterina Barbieri (1990, Italia) e Kali Malone (1994, Stati Uniti).

     Un altro modo di suggerire possibili relazioni tra uomo e ambiente

    Un’ulteriore suggestione acustica è custodita dal Giardino delle Vergini incluso nel progetto del Padiglione: un coro per tre voci, campane e vibrafono composto da uno dei maestri della musica di ricerca e minimalista Gavin Bryars (1943, Gran Bretagna), insieme a suo figlio Yuri Bryars (1999, Canada). La composizione si ispira al testo del poeta argentino Roberto Juarroz (1925-95, Argentina) A veces ya no puedo moverme (Certe volte non riesco più a muovermi), che allude ad un essere umano che si percepisce come un albero ed è connesso al mondo attraverso radici, in un rapporto osmotico tra sé e l’altro “come se tutte le cose nascessero da me / o come se io nascessi da tutte le cose”.

    Un altro modo di suggerire possibili relazioni tra uomo e ambiente, dell’uomo come ambiente, che ritroviamo anche in Audience for a Tree (2024): uno spazio temporaneo creato da un cerchio di persone “piantate” intorno a un albero del giardino, in bilico tra atti di protezione e contemplazione. Nelle prossimità di questo teatro temporaneo, in alcuni momenti dedicati verranno performati due testi che rimandano al contesto del giardino e alla presenza di un albero, commissionati appositamente per il progetto alla scrittrice e illustratrice per l’infanzia Nicoletta Costa (1953, Italia) e al romanziere e poeta Tiziano Scarpa (1963, Italia) e che si svolgeranno all’interno dello spazio del Giardino nei giorni dell’inaugurazione e come parte del Public Program.

    La mostra Due qui / To Hear è accompagnata da un Public Program promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Luca Cerizza

     Il programma si sviluppa in vari appuntamenti dentro e fuori gli spazi del Padiglione Italia ed è diviso in tre sezioni. La prima consiste negli eventi performativi che hanno luogo nei giorni di pre-apertura della Biennale Arte 2024 (16-17-18 aprile) e nel primo giorno di apertura pubblica (20 aprile); la seconda si caratterizza per eventi e incontri legati strettamente ai contenuti del Padiglione Italia e che si svolgono nei mesi di maggio, giugno, luglio e settembre (in collaborazione con Gaia Martino); mentre la terza comprende due progetti speciali di natura performativa e musicale che si terranno al di fuori del contesto veneziano: un evento che avrà luogo nel Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis a Mestre (VE) e una nuova performance sonora itinerante in Italia, appositamente concepita da Massimo Bartolini.

    Il progetto Due qui / To Hear sarà accompagnato da due pubblicazioni

    La guida della mostra, edita da Electa, è concepita come uno strumento sintetico ma ricco di approfondimenti testuali e informazioni, allo scopo di orientare lo spettatore nel progetto espositivo. Ai testi di Massimo Bartolini, Elena Biserna, Luca Cerizza e David Toop, si aggiungono materiali testuali e biografici dei diversi collaboratori al progetto (i testi di Nicoletta Costa e Tiziano Scarpa) e una serie di disegni a lapis eseguiti dello stesso artista a illustrare il progetto.

    Una seconda pubblicazione di approfondimento sarà disponibile in autunno

     A cura di Luca Cerizza ed edita da Timeo, non sarà un catalogo tradizionale, ma piuttosto un’ideale continuazione del Public Program, un contenitore nel quale verranno indagati i temi che guidano il progetto artistico e curatoriale del Padiglione Italia, in relazione al lavoro di Massimo Bartolini. Usando il formato dell’antologia, la pubblicazione raccoglierà un’ampia selezione di testi di filosofi, saggisti, artisti, musicologi, musicisti e poeti, molti dei quali saranno i protagonisti degli interventi dello stesso Public Program. Il volume includerà una ricca documentazione fotografica del Padiglione e una selezione di opere della più che trentennale produzione di Massimo Bartolini.

    Contributi:

    La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha contribuito alla realizzazione del Padiglione Italia con un importo pari a 800.000 euro formalizzato, come di consueto, con una convenzione con la Fondazione La Biennale di Venezia.

    Il Padiglione Italia è realizzato anche grazie al contributo di TOD’S, in qualità di Partner, e di Banca Ifis, in qualità di Sponsor, il cui contributo ammonta complessivamente a più di 400.000 euro.

    Uno speciale ringraziamento va a tutti i donor, il cui sostegno è fondamentale per la realizzazione del progetto: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Bentivoglio – Bologna, ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, Collezione Mauro De Iorio, Nicoletta Fiorucci, Silvia Fiorucci, Hofima.

    Si ringraziano, inoltre: Tessuti Bonotto e Frescobaldi, fornitori ufficiali del Padiglione Italia; Massimo De Carlo, Frith Street Gallery – Londra, Magazzino – Roma, Corrado Beldì, Fondazione Ugo e Olga Levi per la consulenza in ambito musicale e il sostegno nell’ospitalità, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Università Iuav di Venezia, NICHE – The New Institute Centre for Environmental Humanities, Unione Buddhista Italiana.

    Photo © Agostino Osio_AltoPiano

  • The Floating Glass Museum is on stage

    The Floating Glass Museum is on stage

    Contemporary art and sustainable design to fight climate change

    Venice, Italy.
    Architecture firm Luca Curci Architects presents Floating Glass Museum, a groundbreaking project where the boundaries between art and nature blur and the water becomes a canvas for contemporary expression. The project has been conceived in collaboration with Giulia Tassi Design and an international team of architects and designers with the support of artificial intelligence.

    Where the history of glass meets contemporary experimentation

    Inspired by the Venetian rich cultural heritage and the intricate craft of glassmaking, the Floating Glass Museum blends tradition and innovation, with cutting-edge design and a dedication to sustainability: through meticulous research of materials and attention to the surroundings, the museum will be a sanctuary where the history of glass meets the contemporary experimentation.

    Floating Glass Museum represents a global initiative, a symbol of environmental awareness, a unique space where art, nature and tradition converge: the balanced fusion of contemporary art and sustainable design that will invite contemplation, reflection and discovery.

    The project will be presented in several cities affected by climate change like Dubai, New York, Hong Kong, Singapore and Busan.

    Sea Levels and Climate Change


    Climate change is now affecting every country on every continent. It is disrupting national economies, communities, and countries dearly today and even more tomorrow. Weather patterns are changing, sea levels are rising, weather events are becoming more extreme and greenhouse gas emissions are now at their highest levels in history.

    By 2100, scientists project that the sea level will rise at least another foot (0.3 meters), but possibly as high as 8 feet (2.4 meters), if we continue carbon emissions at our current rate (NASA – The Effects of Climate Change).

    Photo courtesy of Luca Curci Architects

  • Alla Milano Design Week un campeggio urbano gratuito per  giovani studenti creativi

    Alla Milano Design Week un campeggio urbano gratuito per giovani studenti creativi

    IED ha aperto alle scuole di Design di tutto il mondo per soggiornare gratuitamente al The Glitch Camp durante la Design Week

    Milano, Italia.
    E’ stato allestito negli spazi del centro sportivo Enrico Cappelli Savorelli, dove potranno partecipare studenti di design tra i 18 e il 30 anni da tutto il mondo. Si incrociano più di 30 nazionalità e provenienze nel camp urbano organizzato dall’Istituto Europeo di Design: 300 studenti e studentesse che hanno risposto alla call internazionale aperta alla community delle scuole di Design.

    Idea geniale per visitare Milano, connettersi e scambiare idee

     “Sono appassionato di design e molto emozionato all’idea di venire a Milano e immergermi nel mondo della creatività. Ho fatto domanda per The Glitch Camp perché un alloggio gratuito è una grande occasione per uno studente come me e soprattutto ci saranno altri studenti con cui avrò la possibilità di connettermi e scambiare idee”. “Stare al camp vuol dire incontrare nuovi amici e persone che condividono i miei interessi e che potrebbero anche essere potenziali collaboratori”. “Mi sono iscritta a The Glitch Camp perché ho sempre voluto visitare Milano, specialmente durante la Design Week, è un evento e uno show incredibile”. “Penso che The Glitch Camp sia una grande occasione per gli studenti come me, per connettersi gli uni con gli altri e scoprire insieme il mondo del design”. E ancora: “È un’opportunità veramente importante e nella sua semplicità riesce a offrire delle possibilità che potrebbero sconvolgere la mia vita da ogni punto di vista. Il networking e l’occasione per conoscere e creare una rete di persone è ciò che davvero conta nel nostro lavoro di designer. “The Glitch Camp mi sembra l’opzione perfetta per me, anche perché amo il campeggio, la montagna e l’outdoor”.

    Sono le parole di Aapo, Robert, Jayda, Khouloud, Zornitsa, Michele e Francesco a rappresentare alcune fra le tante motivazioni e aspirazioni di studenti e studentesse che hanno risposto alla call che IED ha aperto alle scuole di Design di tutto il mondo per soggiornare gratuitamente al The Glitch Camp durante la Design Week. La risposta è arrivata: 20 le università di provenienza, più di 30 nazionalità e fino a 300 i glitcher, i campeggiatori, che pernotteranno nel Camp allestito nel campo da calcio di Milanosport – Centro Sportivo “Enrico Cappelli Savorelli”. Al Camp prende forma un melting pot culturale di giovani pronti a scoprire Milano e a vivere tutte le opportunità offerte dalla Design Week. Solo per citare alcune fra nazionalità e provenienze internazionali: Spagna, Francia, Belgio, Finlandia, Israele, Georgia, Germania, Regno Unito, Grecia, Romania, Russia. E ancora America Centrale e Sudamerica – Messico, Perù, Colombia, Venezuela, Cile – USA, Giappone, Indonesia, Australia.

    The Glitch Camp apre quindi le porte

    Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano e Milanosport, l’Istituto Europeo di Design è riuscito nell’intento di rendere accessibile la settimana del Salone del Mobile e quindi più democratico il patrimonio del design a quanti più giovani di provenienza internazionale possibili. The Glitch Camp risponde inoltre all’obiettivo di garantire ospitalità a ridotto impatto ambientale ed economico e circolarità dei prodotti utilizzati. La produzione è stata infatti seguita con l’agenzia Piano B, impegnata proprio nella riduzione dell’impatto ambientale degli eventi. I glitcher, che potranno soggiornare fino ad un massimo di due notti, usufruiranno di un campeggio equipaggiato da tende Ferrino del progetto di ecodesign Tent Set, un sistema modulare che risponde a specifiche esigenze di utilizzo e riduce gli sprechi di materiali e i rifiuti di prodotto.
    All’interno delle tende troveranno il “kit per il sonno perfetto” e ad accoglierli un’area lounge, entrambi a cura di IKEA Italia, per permettere da un lato un riposo confortevole per affrontare al meglio le lunghe giornate di visita del Fuorisalone, dall’altra momenti di condivisione, convivialità e divertimento nel The Glitch Camp. Un esempio questo, infine, di economia circolare perché il materiale IKEA Italia, una volta chiuso The Glitch Camp, sarà devoluto in parte a Opera San Francesco per i Poveri, affinché venga riusato e destinato ai loro progetti di accoglienza a Milano. Un’altra parte sarà destinata agli spazi della Casa di reclusione Milano Opera e a supporto di Croce Rossa Italiana.

    IED: il concetto di bene comune e il Design come strumento per raggiungerlo

    The Glitch Camp segue la trasformazione di IED S.p.A. in Società Benefit, che fonda il suo DNA nel generare valore condiviso per la collettività e l’ambiente, con l’impegno ad operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori. L’approccio formativo IED mette sempre più al centro della sua missione il concetto di bene comune e il Design come strumento per raggiungerlo. Il DesignXCommons punta proprio sul ruolo del Design quale piattaforma trasformativa attraverso cui prendersi cura del mondo, formulare domande e individuare risposte alle esigenze che emergono, applicando la progettazione alla condivisione, rigenerazione e integrazione e dei beni comuni.

    Vivere profondamente l’esperienza piena della design community

    The Glitch Camp offre infine non solo il camping ma anche la possibilità di vivere l’esperienza piena della design community con attività programmate per le ore più “scariche” della Design Week. Fino al 21 aprile le giornate al Camp – illuminato dalla speciale installazione di un “sole notturno” – inizieranno con lezioni collettive di pilates e stretching alternate a momenti di confronto con designer e ospiti. Martedì 16 e giovedì 18 – dalle 10.30 alle 11.30 – si terranno i Glitch Breakfast, incontri informali curati dall’arch. Davide Fabio Colaci con l’obiettivo di far dialogare i protagonisti del mondo del progetto. Attraverso il racconto del loro lavoro, della loro ricerca e della loro esperienza acquisita in fondazioni, onlus e istituzioni, i Glitch Breakfast mettono insieme una comunità che progetta per i commons, ovvero che desidera un futuro più equo, sostenibile, inclusivo, in cui l’immaginazione e la creatività hanno fondamentale importanza, e in cui le risorse condivise sono coltivate, protette e accessibili a tutti. Per i resident del Camp la giornata si conclude infine con un cinema notturno, in collaborazione con Il Cinemino, e con la proiezione di film storici legati alla città di Milano e alle sue trasformazioni. 

    INFO
    AGENDA GLITCH BREAKFAST 

    Glitch Breakfast 01 – Martedì 16_10:30/11:30
    in dialogo:
    Marco Greco e Albert Hoffer – fondatori Le Cannibale
    Giulia Ronchi – editor in chief Exibart
    Elena Quarestani – fondatrice di Assab One
    Davide Trabucco – designer, curatore, attivista

    Glitch Breakfast 02- Giovedì 18_10:30/11:30
    in dialogo: 
    Nicola Campri – fondatore Fosbury Architecture, curatore Padiglione Italia
    Andrea Marcante e Adelaide Testa – architetti, Studio Marcante Testa 
    Marco Provinciali – architetto, Studio Supervoid
    Marina Spadafora – fair fashion ambassador
    The Glitch Camp is powered by Ferrino e IKEA Italia

    Production partner: Piano B
    Media partner: Fuorisalone.it nss Ti Odio Milano Ti Amo
    Thanks to: Alce NeroWAMI, CONTROL, Federlegno Arredo Eventi

    Photo courtesy of IED

  • Fuorisalone 2024: Porro, diventa lo scenario di un racconto in vetrina

    Fuorisalone 2024: Porro, diventa lo scenario di un racconto in vetrina

    Dopo l’apertura lo scorso aprile sotto forma di cantiere con un’installazione visiva tridimensionale, e l’inaugurazione lo scorso 6 ottobre, il nuovo showroom Porro in via Visconti di Modrone 29 a Milano viene presentato nella sua veste ufficiale al pubblico internazionale

    Milano, Italia.

    DESIGN ON STAGE Set up: Piero Lissoni

    Il progetto architettonico di Piero Lissoni lo trasforma in una scatola bianca, pura e lineare, un luogo concettuale in cui le 6 vetrine diventano come monitor sulla città.

    In occasione del FuoriSalone diventa lo scenario di un racconto in vetrina, dalla tavola al guardaroba, in un progetto totale che narra l’iconica semplicità del design Porro.

    In un percorso inondato di luce e scandito da volumi a tutt’altezza e lunghezza e partizioni in movimento, Porro svela il proprio mondo, in cui i sistemi aziendali, vere e proprie architetture complesse ma flessibili, disegnano gli spazi in modo originale dialogando con le collezioni di prodotto: oggetti caratterizzati dalle forme geometriche pure, dai dettagli tecnologici, dalla ricerca su materiali e finiture, firmati da nomi di spicco del panorama del design, come Piero Lissoni, Christophe Pillet, Werner Aisslinger e Nao Tamura.

    Nel primo ambiente pranzo

    A doppia altezza, le forme scultoree del tavolo Materic Ovale di Piero Lissoni, in frassino tinto bruno, catturano l’attenzione per l’inedita colorazione dalle intense nuance marroni e nere, mettendo ancora una volta in risalto la ricerca materica e la poetica tattile di questo prodotto. Sono abbinate alle sedie Voyage di GamFratesi con struttura a vista in massello di acero tornito e rivestimento in cuoio testa di moro.

    La cascata di tubi di vetro che pende dal soffitto è una vera e propria opera d’arte luminosa disegnata da Piero Lissoni per l’apertura del primo showroom milanese Porro nel 2004 e conservata con cura negli anni, raccontando la capacità dell’azienda di porsi accanto ai progettisti e concretizzare idee prima esistenti solo nel pensiero e nell’immaginazione.

    Nella zona living

    Si conversa piacevolmente sul divano Kite Sofa e le poltrone Kite di GamFratesi dalla forma plastica a ventaglio, volumi semplici dalla squisita eleganza, disposti attorno all’iconico tavolo basso Ferro di Piero Lissoni con sensuale curvatura in finitura bronzo.

    Alla parete il sistema di librerie Systemdesign Piero Lissoni + CRS Porro viene completamente ripensato generando le nuove composizioni System HT: il tradizionale sistema fianco-spalla viene alleggerito visivamente privilegiando il segno orizzontale di lunghe mensole con spessore 40 mm nel nuovo laccato moka metallizzato, sostenute da montanti metallici a sezione sottile color moka e da un gioco di divisori verticali in legno in essenza noce canaletto cui si aggiunge un vano con anta a ribalta nel nuovo metallizzato moka e il fondale in noce canaletto mix. Il risultato ottico è una scacchiera con suggestivi effetti di luce e ombra, accentuati dall’illuminazione d’ambiente integrata.

    Separa gli ambienti la vetrina Ex-Libris di Piero Lissoni che si accende nello spazio grazie alla struttura metallica verniciata in rosso antico: una scelta percettivamente di grande effetto a contrasto con la base e il top per la prima volta proposti in ciliegio white.

    Zona ufficio

    Funge da filtro per la zona ufficio, Boutique Mast, il sistema Porro dalla leggerezza nautica e dalla linearità grafica, qui proposto in accezione libreria con mensole metalliche sottili.

    Geometria minimalista ed oggetto pop, la nuova panca Origata di Nao Tamura in blu denim è una scultura tridimensionale e un gioco visivo nel nome della simmetria, dell’equilibrio e della forza espressiva del colore, che regala un nuovo punto di osservazione sulla casa Porro.

    La panca metallica Quilt di Werner Aisslinger rivestita in tessuto offre una seduta d’attesa: la staffa d’appoggio a terra, imponente, fa percepire la struttura metallica sospesa e invisibile sotto il rivestimento trapuntato che la ricopre come una coperta, generando nuovi morbidi landscape da interpretare con i colori.

    Area guardaroba

    Segnalano l’accesso all’area guardaroba, oltre la scalinata, due cassettiere centrali Acquario di Piero Lissoni con struttura cuvée, ripiani in cristallo e base e cassetti in ciliegio white. Liberamente ispirate ai pattern della casa giapponese, le partizioni scorrevoli Glide Miru in vetro e Glide Samurai alternanti superfici in paglia tinta nera e vetro, incorniciate da un frame in ciliegio white, schermando in chiave sorprendente l’area nascosta alle loro spalle. Qui la Boiserie Storage design Piero Lissoni + CRS Porro sceglie ripiani in ciliegio white e cassettiere con frontali in vetro, che emergono come volumi architettonici dagli schienali rivestiti in paglia nera, grazie anche alla nuova illuminazione integrata.

    La stanza da letto

    E’ rinnovata dall’intimità essenziale del letto Iro di GamFratesi, semplice e sofisticato, caratterizzato da due ampi cuscini di testata e un perimetro in massello tornito di frassino naturale, diametro 80 mm, che si caratterizza per il dettaglio del giunto angolare in appoggio evocante le case in legno delle Alpi così come gli incastri giapponesi usati per sostenere i rami degli alberi.

    Funge da sfondo della zona notte Boutique Mast, mostrata nella variante cabina armadio con montanti iron a sezione circolare, mensolone in frassino white e specchiera laterale.

    L’armadio Storage Battente indossa ante Iron in cristallo trasparente, che lasciano a vista la struttura nella nuova essenza chiara, il frassino white, abbinata agli elementi metallici verniciati neri: raffinati cromatismi black&white messi in risalto dai ripiani in cristallo trasparente luminosi.

    L’arte dell’intarsio rivive nei comò Inlay delle progettiste svedesi Front, che alternano minuziosamente 4 diverse tonalità di rovere per un decoro dall’effetto tridimensionale.

    Balconata

    Salendo al piano rialzato, nella balconata la libreria Load-it monomaterica con mensole e pannelli in acciaio è una soluzione ideale per valorizzare uno spazio di passaggio dando vita ad una libreria con postazione home-working e illuminazione integrata, con piano scrittoio Modern in frassino tinto nero.

    Completa la scena la sedia Romby in tessuto rosso con base conica in massello di frassino naturale, disegnata da GamFratesi nel 2020 e diventata in punta di piedi l’oggetto “manifesto”del design Porro, capace di raccontare con immediatezza la purezza geometrica, l’eccellenza manifatturiera e il sapore artigianale che definiscono il brand.

    Illuminano in modo scenografico la balconata 3 librerie pensili Gap disegnate da Carlo Tamborini nella preziosa finitura metallica Rosso Cina: un segno estetico forte che funge contemporaneamente da fermalibro e da sorgente luminosa.

    Sala da pranzo/ufficio

    Nella sala da pranzo / ufficio affacciata su via Ronchetti, il nuovo tavolo Ventiquattro di Piero Lissoni catalizza l’attenzione per l’audacia della sua riduzione estrema: il top in cristallo trasparente rettangolare dagli spigoli smussati lascia a vista la struttura in tubolare metallico verniciato azuki.

    Alla parete si sviluppa un’ampia composizione pensile di Modern, il sistema Porro di contenitori per la zona giorno. Il suo dinamismo scaturisce dal piacevole gioco grafico delle ante battenti in laccato color tortora, in contrasto con i moduli a giorno nella nuova essenza fortemente materica black river, scelta anche per gli interni delle vetrine Window con fianchi trasparenti, che emergono come vuoti contemplativi nella composizione. Un progetto dalla precisa identità creativa, capace di evolvere anno dopo anno e stupire con un nuovo appeal, combinando in modo inaspettato i legni e i colori laccati con i metalli, i vetri e i marmi della collezione Porro.

    Guardaroba

    Il percorso si conclude nel vero e proprio cuore della casa Porro, il guardaroba, quintessenza delle capacità di personalizzazione del marchio.

    La dressing room angolare Storage, design Piero Lissoni + Centro Ricerche Porro, alterna vani trasparenti, completamente aperti o racchiusi da ante in cristallo, con vani chiusi dalle nuove ante Portrait in tessuto color corda.

    La finitura moka dai toni caldi è scelta per la struttura e le parti in metallo nel nuovo profilo ridotto di soli 25×25 mmche contribuisce ad alleggerire la composizione e rende inoltre possibile la perfetta integrazione tra le diverse tipologie.

    Gli schienali e le attrezzature Storage sono scelte nelle note intense, schiarite da striature delicate, del nuovo eucalipto23, una delle raffinate texture disponibili per gli interni degli armadi Porro, selezionate e prodotte in esclusiva per il brand coniugando resistenza e alti valori estetici.

    Al centro della stanza la nuova cassettiera Storage Isola laccato tortora incorpora le attrezzature di serie che rendono unico il sistema notte Storage e le combina in un’infinita serie di possibilità, dando vita ad un contenitore multifunzione per completare la dressing room in contesti domestici, così come nei contract più raffinati.

    Rispecchiare la filosofia della nostra azienda

    “Anche per tutto quello che riguarda gli oggetti che popolano lo spazio, abbiamo deciso di lavorare con pezzi unici in armonia con il design Porro e rispecchianti la filosofia della nostra azienda – da un lato il concetto di ricerca e dall’altro la purezza della forma – instaurando delle collaborazioni con realtà squisitamente milanesi, ma non solo.

    Dai tappeti sartoriali di Gorlan alle lampade di Flos, spaziando per le fotografie, i dipinti e le ceramiche legate all’architettura della galleria Antonia Jannone, senza dimenticare le sculturedell’Archivio Alessandro Mendini e i volti degli antenati in ferro, legno e ottone di Bruno Munari per Corraini, due progettisti con cui siamo da sempre molto legati. Impreziosiscono i nostri armadi gli abiti originali e i costumi di scena del laboratorio SlowCostume insieme ai copricapi scultura del designer artigiano Francesco Ballestrazzi, mentre le opere astratte in vetro soffiato di Munaro dell’artista Michela Cattai, le casette in legno di Matteo di Ciommo, e i libri di arte, design e fotografia di Skira sono scelti per completare librerie e arredi. Con un mix tra proposte in vendita ed opere d’arte solo da ammirare, più di un negozio, Porro Milano vuole essere un luogo molto speciale dove indugiare lasciandosi guidare dalle suggestioni, in cui ogni cosa ha una sua storia unica ed è scelta con amore come lo sono i mobili Porro: uno spazio che vive, in continua trasformazione”. Maria Porro
    INFO
    Porro Milano, Via Visconti di Modrone 29, Milano. Tel. +39 02 76394408 porromilano@porro.com

    @ Universo Satellite. 25 anni di SaloneSatellite

    Triennale Milano, Viale Alemagna 6, Milano
    16-28 Aprile
    Dal 16 al 21 aprile: 11.00 – 21.00
    Dal 23 al 28 aprile: 11.00 – 20.00
    Lunedì 22 aprile – CHIUSO

    Porro prende parte a “Universo Satellite. 25 anni di SaloneSatellite”, la straordinaria esposizione che celebra il 25º anniversario del SaloneSatellite, avamposto della creatività nel mondo del design, presso la Triennale di Milano, dove i designer incontrati ai loro esordi proporranno i loro progetti più recenti, inediti e non. Curato da Beppe Finessi e allestito da Ricardo Bello Dias, il progetto espositivo riflette sull’intera storia della manifestazione, offrendo uno sguardo approfondito sulla evoluzione del design attraverso dialoghi, relazioni, e innovazioni.

    Tra i designer che hanno ottenuto fama grazie al SaloneSatellite c’è Nao Tamura, vincitrice del 1° premio SaloneSatellite Award nel 2010, che dopo una serie di prestigiose collaborazioni e installazioni nel corso degli anni, debutta con Porro nel 2024 e presenta la sua ultima creazione, la panca Origata, parte dell’omonima collezione.

    Monolitiche all’apparenza, la panca e la consolle Origata si ispirano alla realizzazione dei kimono, gli abiti tradizionali giapponesi, in cui il tessuto piatto e rettangolare viene tagliato secondo linee rette e poi cucito in modo da evitare scarti: un principio ripreso nella realizzazione di questi arredi, creati da un foglio di alluminio tagliato e assemblato attraverso viti, massimizzando l’utilizzo del materiale.

    Geometria minimalista ed oggetto pop, architettura brutalista addolcita da un soffice cuscino, la panca Origata, in mostra nella versione blu denim, è un progetto che coniuga gesti semplici e semplificazione estetica, dando voce ai valori in comune tra la designer e il marchio: identità culturale e internazionalità.

    @ Giornata del Made in Italy Altagamma


    Palazzo Piancentini, Via Vittorio Veneto, 27, Roma
    Dal 15 aprile a metà maggio

    Dal 2017 associata ad Altagamma, la Fondazione che dal 1992 riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana, riconosciute come autentiche ambasciatrici dello stile italiano nel mondo, Porro partecipa alla prima Giornata del Made in Italy, istituita il 15 Aprile dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e proposta da Altagamma per sensibilizzare i ragazzi sul valore dei lavori manifatturieri e per celebrare il Saper Fare italiano. 

    Tra le attività previste, la mostra che viene inaugurata proprio il 15 aprile dal Ministro Adolfo Urso nella sede del Ministero, Palazzo Piacentini a Roma, mirante a rappresentare la bellezza, la creatività, la sapienza manifatturiera dell’industria italiana di eccellenza e visitabile per un paio di settimane, fino a metà maggio.

    Porro aderisce all’iniziativa contribuendo alla video-installazione che racconta la maestria, le tecniche e le competenze con cui i talenti del fare realizzano i capolavori del Made in Italy nei diversi comparti e insieme esponendo un pezzo rappresentativo della propria collezione. Racconta l’amore di Porro per il legno e la maestria nel lavorarlo, il tavolino contenitore Balancing Boxes in finitura Tineo disegnato nel 2010 da Front Design, studio di progettazione svedese di Anna Lindgren e Sofia Lagerkvist, emblema della ricerca di Porro su materiali, manifatture e forme che danno emozioni e presenza iconica nel paesaggio domestico contemporaneo. Non un normale tavolino, questo oggetto che sfida le classificazioni e le aspettative è anche un contenitore, un portariviste, un supporto e un’opera d’arte, che conquista per la leggerezza visiva e insieme il fascino della sua preziosa finitura.

    INFO
    www.porro.com
    https://www.instagram.com/porroofficial/
    https://www.facebook.com/porroitalia
    https://www.youtube.com/user/Porroitaliahttps://
    www.linkedin.com/company/porro-spa/

    Photo courtesy of PORRO

  • L’arte incontra il gioiello per le vie di Monza

    L’arte incontra il gioiello per le vie di Monza

    Dal 13 al 21 aprile Monza inaugura un percorso a tappe tra la bellezza delle opere della giovane artista Alice Crepaldi e le bellezze della città, chiamato “The Walking Jewel”. Nato dalla collaborazione tra Matteo Perego del Concept Store Amerigo Milano e l’Ordine degli Architetti della Provincia di Monza e della Brianza

    Monza, Italia.

    The Walking Jewel

    The Walking Jewel è un’ispirazione. Perché fermarsi alla valorizzazione delle singole bellezze architettoniche della città o promuovere luoghi dell’arte tradizionali come gallerie e musei?

    Perché non immaginare un percorso, in senso letterale, che offra al visitatore o al turista di passaggio l’occasione di fare una passeggiata per le vie dello splendido capoluogo della Brianza e poter godere contemporaneamente dell’architettura, della storia ma anche delle opere originalissime e direi poetiche della scultrice Alice Crepaldi, intanto che curiosa tra capi d’abbigliamento o oggetti di design in un esercizio commerciale o si gusta un cocktail creato ad hoc o una mostra fotografica?

    Tutto questo è la Settimana del Design di Monza, dal 13 al 21 aprile, nella sua edizione 0. “In occasione della Design Week milanese volevamo che il profumo del design venisse traportato fino a Monza – ha commentato Matteo Perego, anima del progetto e proprietario del Concept Store Amerigo Milano, in via Carlo Alberto – Un evento che sia celebrasse il design e l’arte sia valorizzasse le attività commerciali e le eccellenze del territorio. Sarà una Settimana del Design più a misura d’uomo rispetto a quella milanese, più piccola, più relazionale, con ritmi più moderati, meno frenetici“. Un valore aggiunto…

    Gli fa eco Alessia Villa, consigliere di Regione Lombardia, ex sindaco di Meda: “La Brianza è grande protagonista del Salone del Mobile e della Design Week, ci voleva un progetto che valorizzasse il nostro territorio. Dire Brianza è subito dire lavoro, impresa; si parla meno di bellezza, di arte, invece la città di Teodolinda ha gradi tesori da portare alla luce“, e ha concluso: “Spero di essere al vostro fianco anche nei prossimi anni“.

    Tutti concordi nel sottolineare l’importanza della collaborazione tra enti privati e istituzioni e della promozione dei giovani talenti creativi, alla presentazione sono intervenuti anche Massimiliano Longo, consigliere e capogruppo in Provincia di Monza e Brianza, che ha portato i saluti del presidente Luca Santambrogio, Carlo Abbà, assessore alle Attività Produttive, Arianna Bellin, assessore alla Cultura, Elena Colombo, presidente del Fai di Monza e naturalmente la padrona di casa, la presidente dell’Ordine degli Architetti di Monza e Brianza, Michela Locati, che ha specificato “la volontà di marcare sempre di più l’identità di Monza come sempre più ben riconoscibile, anche a livello internazionale“.

    Alice Crepaldi

    Per ultima, ma prima per importanza, ha presentato le sue opere l’artista Alice Crepaldi. “Farò un intervento specifico proprio presso l’Ordine degli Architetti i il giorno 17, presenterò la mia collezione, intitolata Babà (tesoro) che combina il lavoro del metallo, fatto da me a mano e saldato passo passo e la lavorazione del vetro di Murano. Con il mio lavoro voglio coniugare l’espressione scultorea con la funzionalità propria del design. La mia ispirazione sono le forme del corpo umano, nel suo movimento e nella sua unicità. Mi sembra che se un oggetto somiglia a un essere umano una persona ci si possa affezionare di più“. E così le basi in metallo dei suoi tavoli somigliano a esseri in movimento che cambiano posizione a seconda dell’angolazione da cui li guardi e i vasi colorati ricordano le forme sinuose della natura. “Uso la vetrofusione che crea delle bolle nella superficie dei tavoli che ricordano il mare, e la tecnica dell‘ingabbiato per i vasi, con la soffiatura del vetro direttamente dentro la gabbia metallica, fino al punto massimo in cui il vetro può essere soffiato senza esplodere”. Una forma di artigianato portato all’estremo della sua potenzialità fisica e artistica. I vasi scultura di Alice Caprandi, tutti pezzi unici, nella forma e nei colori, saranno acquistabili presso Amerigo Concept Store.

    Cinque tappe

    I cinque luoghi della Walking Jewel saranno: l’Hotel de la Ville, con la proposta delle “Jewels in Tapas”, per tutta la durata della design week; Amerigo Concept Store, dove si terrà l’inaugurazione della collezione “Home Decor Jewels”, sabato 13 aprile alle 17 (alle 17.30 live performance di Claudia Rodolf); Pozzi Lei Boutique le cui vetrine si trasformeranno in “WJ Pantone”; l’Ordine degli Architetti PPC di Monza, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Jewel Shots” mercoledì 17 alle ore 16 incentrata sul Parco di Monza e la presentazione di Alice Crepaldi alle 17; Saint Monza Restaurant, con la serata speciale di presentazione dell’esclusivo “The Jewel Cocktail”, venerdì 19, dalle ore 18. Ad ogni esercizio commerciale corrisponde una splendida attrazione turistica di immenso valore storico e artistico: la Villa Reale, piazza Carrobiolo con la sua chiesa, piazza san Pietro Martire e la chiesa omonima, via Carlo Alberto e infine piazza Duomo con la sua cattedrale.

    Photo Elena Borravicchio

  • Un’esplosione di colori

    Un’esplosione di colori

    Alberi  in fioritura, gite in bicicletta,  voglia  di stare all’aria aperta: è arrivata la primavera con la natura che si rinnova in una esplosione di colori

    Sopra, Lago di Costanza Castello di Salem, fioritura. Copyright Achim Mende.
    Foto in alto, Parco Giardino Segurtà, Lago di Garda. Ph. courtesy of Destination Verona Garda


    Milano, Italia.

    Le nostre sette proposte per godere fiori e colori  

    Tra Verona e Lago di Garda uno spring break verde

    Dal Soave al Lago di Garda, passando per Lessinia e Valpolicella, per la Pianura dei Dogi e per il capoluogo: la natura si risveglia e invita a  riscoprire una terra meravigliosa.

    Verona, con i suoi Marchi d’area e il Lago di Garda Veneto: il territorio che circonda il capoluogo scaligero promette, per questa primavera, spazi immensi da scoprire per una scenografica fuga nella sua natura accogliente, oltre ad occasioni per scoprire il meglio della gastronomia di località-gioiello della costa gardesana e dei vigneti di Soave e Valpolicella.

    Sovrano incontrastato della tavola, l’asparago bianco, è protagonista ad Arcole, nella Fiera dell’Asparago e dei Fiori di Arcole, che anima  il centro storico.

    Mentre  tappa obbligata è anche Soave, sia per i vini e gli olivi che per  il castello, da cui si gode una vista davvero sublime.

    La costa veneta del lago di Garda sboccia con una  grande festa di profumi e colori che va in scena ogni anno, a primavera. Bardolino, ad esempio, si aggiudica ormai da anni il premio di comune fiorito più bello d’Italia.

    E il Parco Giardino Sigurtà offre  600.000 metri quadrati di soffici tappeti erbosi, alternati a sconfinate fioriture di tulipani, rose, dalie, incantevoli laghetti di ninfee e un misterioso labirinto.
    Info: www.destinationveronagarda.it
    www.VisitVerona.it
    www.lagodigardaveneto.com

     Messer Tulipano  al Castello di Pralormo

    La grande manifestazione nel parco del castello di Pralormo, annuncia da 24 anni la primavera con la straordinaria fioritura di oltre 100.000 tulipani e narcisi. Il piantamento è sempre rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore, ed ospita tra le tante curiosità, anche un percorso nel sottobosco dedicato ai tulipani conosciuti già dal 1600: pappagallo, viridiflora, tulipani fior di giglio,  frills dalle punte sfrangiate.

    La manifestazione che dura fino al 1 maggio, coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude e in Piemonte. Nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico originario. Le aiuole dunque “serpeggiano” tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco occhieggiano ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.

    A Pralormo l’architetto Kurten approfittò dello scenario naturale della catena di montagne che costituisce uno sfondo magnifico, con il panorama dal colle di Cadibona al Monterosa e propose dei tagli sapienti fra gli alberi in modo da godere di alcuni scorci particolari durante le passeggiate nel parco, tra i quali spicca maestoso il Monviso.

    Recentemente il Castello di Pralormo e Messer Tulipano sono stati inseriti nel Circuito Mondiale dei Giardini di Tulipani selezionati dalla World Tulip Society in occasione del World Tulip Summit 2019 a L’Aia in Olanda.

    Terrazze e giardini firmati NH Collection Hotels & Resorts

    NH Collection Hotels & Resorts, il brand upper-upscale di Minor Hotels, ha selezionato le terrazze e i giardini più belli presenti nei suoi hotel per far “gustare” ai suoi ospiti la primavera con gli occhi e con il palato, attraverso panorami mozzafiato e ricercate offerte gastronomiche.

    Si passa dalla terrazza del ristorante Zefiro di NH Collection Taormina, con una vista unica sul Teatro Greco, l’Etna e il golfo sottostante, al  Giardino Segreto di NH Collection Venezia Grand Hotel Palazzo dei Dogi, uno spazio magico e silenzioso, in cui il tempo si ferma tra sentieri sinuosi, grotte, false rovine, fontanelle nascoste, specie rare di alberi e fiori provenienti da diversi paesi, oltre al meraviglioso molo dal quale ammirare l’isola di Murano.
    Info: www.nh-collection.com.

    La primavera in fiore – e frutti –  al Castello di Paderna (PC)

    È la stagione della rinascita, della luce, dei profumi, dei prati punteggiati di fiori dai mille colori: come non amare la Primavera? A renderle omaggio sono 110 espositori provenienti da tutta Italia, esperti di piante, giardini e talentuosi artigiani, che si danno appuntamento nel weekend dell’11 e 12 maggio 2024 al Castello di Paderna di Pontenure (Piacenza) per l’8° edizione de “I Frutti del Castello – Speciale giardini” rassegna di fiori, piante, arredi e idee per il tuo giardino. Nelle aree verdi e nelle corti dell’affascinante castello, gli appassionati di natura, biodiversità, sostenibilità e gardening potranno trovare tantissime specie floreali e arboree (stagionali), arredi e utensili per il giardino e tante altre chicche del mondo del florovivaismo. Occasione unica anche per partecipare ai tanti incontri e laboratori tenuti da studiosi, operatori e appassionati che salvaguardano le essenze della natura e ne rinnovano il patrimonio vegetale.
    Info: www.fruttidelcastello.it

    Giardini in fiore e  vie d’acqua  sul Lago di Costanza

    Lo splendore della fioritura, il piacere di navigare su navi e battelli godendo dei paesaggi e del primo sole, lo scampanellare di chiese centenarie che evocano la rinascita dopo il lungo inverno. A poche ore di distanza dall’Italia, la Regione Internazionale del Lago di Costanza – incastonata tra Germania, Svizzera, Austria e Principato del Liechtenstein – è una meta vicina per le vacanze di  primavera.

    Raccolti all’interno di mura discrete, o al contrario oasi verdi pubbliche lungo le Promenade a bordo dell’acqua, i giardini in fiore sono il vero spettacolo della primavera sul Lago di Costanza. Realizzato solo nel 2023, ma riproduzione fedele di usanze medievali, il giardino del chiostro di San Gallo si trova nel cuore dell’omonima città vecchia, e combina il tema della biodiversità con quello delle tradizioni medievali di un tempo. Il giardino, accessibile a tutti, ospita anche uccelli e api. Quella di Mainau è probabilmente l’Isola dei Fiori più famosa al mondo, dove, a metà dell’Ottocento, la nobile famiglia dei Bernadotte creò un’oasi di piante e fiori, estesa su una superficie di 45 ettari. Le piante che fioriscono a Mainau a fine aprile sono più di un milione, distribuite tra giardini, prati e colorate aiuole. Sull’isola, ideale per passare una giornata immersi nella natura, ci sono anche un arboreto, un castello barocco, più ristoranti e una grande casa delle farfalle.
    Info: www.lagodicostanza.eu.

    “Magici Intrecci Primaverili”  al Castello di Strassoldo di Sopra (Udine)

    Un viaggio nella creatività, nella storia e nella natura.

    Durante “Magici Intrecci Primaverili”, dal 12 al 14 aprile, oltre 115 artigiani e vivaisti selezionati provenienti da tutta Italia e scenografici addobbi inneggiano alla primavera

    Da 26 anni il Castello di Strassoldo di Sopra, nel cuore del grazioso villaggio di Strassoldo fra i Borghi più Belli d’Italia del Friuli Venezia Giulia, apre al pubblico due volte all’anno, in primavera ed autunno, per accogliere e mettere in mostra decine di artigiani, vivaisti e piccoli produttori agricoli selezionatissimi, provenienti da tutta Italia. Uno degli aspetti incantevoli di queste iniziative è la possibilità di ammirare i giardini in tutto il loro splendore, sia in autunno che in primavera (in aprile, la natura si é appena risvegliata dal suo letargo invernale e fiori come ellebori, tulipani, muscari, narcisi, giacinti e anemoni li colorano delicatamente) e di visitare in via eccezionale anche gli interni del castello, che è di proprietà privata.

    Il complesso sarà splendidamente decorato con addobbi primaverili per dare il benvenuto ai visitatori, e un filo magico immaginario li guiderà alla scoperta delle nuove creazioni degli espositori e dei luoghi del maniero.
    Info: www.castellodistrassoldo.it

    In Canton Ticino sbocciano fiori e  novità primaverili

    Nella regione più a sud della Svizzera camelie, magnolie, primule, tulipani e molti altri fiori tempestano di colore paesaggio.

    Locarno, da un quarto di secolo è la capitale delle camelie

    Il Parco delle Camelie è  un giardino di 10’000 metri quadrati in riva al Lago Maggiore, dimora di oltre un migliaio di piante e 200 varietà di camelie. Dopo la pausa invernale riaprono anche le isole di Brissago. Qui fino ad autunno inoltrato è possibile immergersi in una varietà di esperienze culturali e naturalistiche, come il tour botanico alla scoperta delle meraviglie e della storia dell’isola.

    A Lugano c’è l’imbarazzo della scelta tra i parchi che si stanno trasformando con i colori della primavera. Parco Ciani, con le ampie aiuole fiorite che si alternano a prati verdi e alberi provenienti da tutto il mondo, è tra i più conosciuti, ma vale la pena fare una visita anche a tutti gli altri, come il Parco Tassino (un’oasi di pace poco distante dalla stazione ferroviaria) e il Parco San Michele (macchina fotografica alla mano per immortalare uno dei migliori panorami di Lugano).
    Info: www.myswitzerland.com/it-it/